In una lettera al Corriere della Sera il procuratore del Tribunale di Roma Giuseppe Pignatone commenta il dato sulle prescrizioni dei reati che manderebbe in fumo 130mila processi l’anno, con il 62% delle prescrizioni maturare in mano ai pm nelle indagini preliminari. “Vi sono, ormai da più di 10 anni – precisa -, decine di migliaia di procedimenti per cui la Procura ha concluso le indagini, e cioè ha fatto tutto quello che le competeva, ma non riesce a trasmetterle al tribunale per il giudizio perché il tribunale non fissa la data di udienza; e questa attesa si prolunga per anni lasciando il procedimento nella fase delle indagini preliminari finché non matura la prescrizione e il pm non può fare altro che chiederne la declaratoria al gip”, “se si tiene conto di questo dato di realtà, la percentuale dei procedimenti che si prescrivono, a Roma ma credo anche in molte altre sedi, durante la fase delle indagini preliminari oscilla tra il 3 e il 4%. E va sottolineato che si tratta spesso di reati, come gran parte di quelli tributari, di cui la Procura ha avuto notizia solo poco tempo, uno-due anni, prima della data di prescrizione”. Secondo Pignatone il problema sta nel fatto che “il sistema giudiziario non è in grado, con le regole attuali e le risorse, anche di polizia giudiziaria, concretamente disponibili, di trattare tutti i procedimenti per tutti i fatti, alcuni peraltro di scarsissimo rilievo, che il legislatore considera reati”. Inoltre evidenzia che “gli altri Paesi europei, cui naturalmente ci rapportiamo, non solo non hanno, come l’Italia, tre gradi di giudizio, oltre che molte altre fasi incidentali, ma non hanno, per loro fortuna, una criminalità mafiosa potente, pericolosa e sempre più presente in molte regioni diverse da quelle di origine. Non è un dato trascurabile perché le indagini e i processi per fatti di mafia impegnano risorse notevoli e vanno trattati con priorità perché vedono di regola gli imputati in stato di custodia cautelare. E ad ogni priorità, incluse quelle fissate di recente dal legislatore o indicate dal Csm, corrisponde, non bisogna dimenticarlo, un arretramento di altri settori”.