Roma, 23 nov – Sono 675 gli emendamenti alla manovra che la Commissione Bilancio esaminerà, la prossima settimana. Originariamente ne erano stati presentati 3600, 1000 dei quali dichiarati inammissibili. Al numero finale, di cui fanno parte anche le 31 proposte fatte proprie dalle altre Commissioni, si è arrivati dopo le segnalazioni da parte dei gruppi. Il passaggio in Commissione servirà anche a limare alcune misure per cercare di evitare lo scontro con l’Ue: “attraverso il confronto aperto e collaborativo con le istituzioni europee – ha assicurato nella sua replica la sottosegretaria all’Economia Castelli – il Governo potrà chiarire quei punti sui quali evidentemente permane ancora un margine di incomprensione e fraintendimento”. Le votazioni aggiungeranno anche ulteriori dettagli ad alcune misure di maggiore impatto, come il reddito di cittadinanza, l’opzione donna e le pensioni: “abbiamo già stanziato le necessarie risorse finanziarie – ha però osservato la Castelli – fermo restando che la puntuale definizione di queste norme avrà luogo tramite la prossima presentazione di appositi disegni di legge collegati alla manovra stessa o, se la situazione lo richiederà, con un decreto-legge ad hoc”. La sottosegretaria ha anche sottolineato che il Governo stima una riduzione della pressione fiscale già nel 2020 dal 41,8 al 41,3 per cento, riconoscendo tuttavia che su questo fronte “poteva essere compiuto uno sforzo anche maggiore”. Un “notevole impegno finanziario” è stato già profuso nello sviluppo degli investimenti: “più ancora che l’ammontare complessivo degli impegni di spesa – ha però aggiunto la Castelli – è da tenere in considerazione la loro qualità”. E anche per questo, la sottosegretaria ha difeso la scelta di individuare le province come centrali uniche appaltanti “in considerazione della capacità mostrata da tali enti di realizzare tempestivamente gli investimenti”. La Commissione ha poi dato l’ok ai ddl anticorruzione e sul divieto di attribuire agli ausiliari del traffico e agli ispettori compiti di accertamento dei divieti di sosta, entrambi all’esame dell’Aula. Nel primo caso è stato anche approvato il parere ai relativi emendamenti. Disco verde anche al decreto sicurezza, mentre il voto sul decreto di riparto del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale è stato rinviato in attesa che arrivino gli ultimi pareri delle altre Commissioni. (Bep)