Roma, 23 nov – Via libera preliminare della Commissione Agricoltura al ddl che consente nuovamente ai Comuni di possedere quote delle centrali del latte (con l’approvazione di alcuni emendamenti che limitano l’intervento normativo a questo settore, e non a quello della produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti alimentari in generale). Dopo un brevissimo passaggio in Comitato ristretto, è stato poi adottato un testo unificato delle tre proposte sull’agricoltura biologica, definita “attività di interesse nazionale con funzione sociale”. La legge non si applicherà ai controlli, ma riguarderà solo la governance e le politiche di sviluppo e promozione del settore. Presso il Ministero delle Politiche agricole sarà istituito un Tavolo tecnico, cui parteciperanno Regioni, enti locali, organizzazioni agricole e i vari enti di ricerca e studio come Ispra e Crea; il tavolo, oltre ad avere funzioni consultive e di proposta su norme e regolamenti, predisporrà le linee guida per il Piano d’azione nazionale, nel quale saranno individuati tutti gli interventi per favorire la riconversione al metodo biologico delle imprese agricole tradizionali, migliorare i sistemi di controllo e certificazione, incentivare sia la ricerca sia l’utilizzo, da parte degli enti pubblici, dei prodotti biologici nella gestione del verde pubblico e nelle mense. Misure che saranno finanziate da un apposito Fondo ministeriale, alimentato tra l’altro da un contributo del 3 per cento del fatturato delle aziende che commercializzano prodotti fitosanitari (pesticidi e similari). Almeno il 30 per cento del Fondo sarà destinato al finanziamento dei progetti di ricerca e di specifici corsi di formazione e aggiornamento. Un’altra quota sarà riservata al Cnr. (SEGUE)