Roma, 9 nov – Il Governo dovrà “favorire la protezione di Asia Bibi e della sua famiglia, mantenendosi in costante coordinamento con tutti gli Stati interessati anche per eventualmente facilitarne il trasferimento in luogo sicuro”. Lo prevede una risoluzione approvata da quasi tutti i deputati della Commissione, ad eccezione di Andrea Del Mastro Delle Vedove (Fdi) che l’ha giudicata “troppo remissiva” e si è rifiutato di ritirare, come gli avevano chiesto tutti gli altri gruppi il proprio documento che impegnava l’Esecutivo a “offrire immediatamente la sua disponibilità per individuare, insieme alla comunità internazionale, le modalità per facilitare il trasferimento di Asia Bibi e della sua famiglia in un luogo sicuro”. Per il Governo, però, questo avrebbe potuto creare problemi alla stessa cittadina pakistana. Avviato anche l’esame di un’altra risoluzione del Pd che impegna il Governo ad agire nelle sedi diplomatiche per il riconoscimento dello stato di conflitto armato in Yemen (ai fini dell’applicazione del diritto internazionale umanitario e delle leggi e Convenzioni sul commercio di armi, oltre che per sostenere gli sforzi Onu per risolvere la crisi e la prosecuzione di indagini sulle violazioni di diritti umani e i crimini di guerra). Sullo stesso argomento i gruppi di maggioranza stanno preparando un loro documento che verrà forse depositato già la prossima settimana. Prosegue poi il dibattito sulla Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa svolta dal Ministero degli Esteri, col relatore Cabras (M5S) ha evidenziato tre questioni. Anzitutto la necessità di evitare, eventualmente attraverso un intervento normativo, che i fondi stanziati per le missioni di pace all’estero siano utilizzati dalla Farnesina per far fronte alle ristrettezze finanziarie e coprire altre spese; poi bisognerebbe valutare l’ipotesi di aumentare i contributi versati dalle imprese per i servizi svolti dal Ministero (come le autorizzazioni per le forniture, certificazioni e controlli); e infine andrebbe evidenziata la necessità di incrementare l’intero bilancio del Mae. Approvato infine il parere favorevole al ddl anticorruzione e deliberata un’indagine conoscitiva sulla politica estera energetica dell’Italia tra crisi regionali e rotte transcontinentali. (Pon)