Roma, 26 nov – Il lavoro irregolare sta diventando una rischiosa alternativa nel settore domestico per la maggioranza delle famiglie datori di lavoro. “Dobbiamo fermare immediatamente il fenomeno e invertire la rotta. I costi di un assistente familiare stanno diventando alti per molte famiglie e tuttavia non ne possono far a meno”, commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. Contando anche gli irregolari, si contano in Italia circa 2 milioni di lavoratori domestici. Di questi, solo il 41% è regolarmente censito dall’INPS. Si tratta di una componente che, complessivamente, produce circa l’1,3% del PIL (18,96 miliardi di euro di Valore Aggiunto). Contando solo le badanti, le famiglie spendono annualmente 7,3 miliardi di euro (retribuzioni, TFR, contributi). Senza questo apporto, lo Stato dovrebbe sostenere costi più elevati per il ricovero degli anziani in struttura.
L’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico, ha calcolato che contando solo il reddito da pensione dell’assistito, solo l’8,1% dei pensionati può permettersi la badante (livello CS). Più accessibile invece un’assistenza part time per poche ore: il 50% dei pensionati può permettersi una badante per 5 ore settimanali, e il 20% può permettersi 25 ore. Anche considerato il reddito del coniuge, il risparmio medio per una persona di oltre 65 anni è di appena 3.817 euro annui se sola e 5.235 euro annui se coppia senza figli. “E’ necessario e non più rimandabile al futuro introdurre una riforma fiscale che aiuti le famiglie datori di lavoro domestico a portare in deduzione tutti i costi del lavoratore”, conclude Lorenzo Gasparrini, “Le nostre famiglie hanno il diritto di vivere in serenità tutte le fasi della propria vita senza avere la preoccupazione di subire una vertenza da parte del proprio lavoratore”.
(RED)