Roma, 20 ago – La tecnologia laser permette di rimuovere o modificare un tatuaggio “problematico” che ha creato una reazione allergica o che semplicemente non si desidera più (ci hanno pensato almeno una volta 6 italiani su 10), mentre il 30% di chi ne possiede (o possedeva) uno, lo ha già fatto. Le ragioni sono molteplici, dai gusti che cambiano, a un amore finito, o magari la voglia di sostituire il vecchio tattoo con uno completamente nuovo, come ha fatto di recente anche Johnny Depp, con il suo tatuaggio dedicato ad Amber Heard e trasformato da “Slim” (soprannome della ex compagna) a “Scum” (feccia). Cosa è bene sapere, dunque, quando si decide di affrontare un intervento di rimozione, che sia per cause estetiche o per motivi di salute? Anzitutto è bene ricordare che non tutti i tatuaggi si possono rimuovere facilmente. Perché alcuni colori sono più difficili da togliere, rispetto ad altri. Quali? Sicuramente il giallo e il bianco – prosegue Sbano – per questi due colori non abbiamo una tecnologia in grado di garantire un risultato soddisfacente. Per tutti gli altri, esiste un ventaglio di soluzioni di trattamenti laser. Dobbiamo comunque sottolineare che il processo di rimozione richiede tempo e pazienza perché è influenzato da numerosi fattori (colore della pelle e del tatuaggio, area anatomica tatuata, tipo e quantità di inchiostro, dimensione), oltre che, in primis, dalla capacità dei macrofagi di “fagocitare” le particelle di pigmento che si sono disgregate in seguito all’emissione del laser. E’ quindi determinante un’accurata diagnosi da parte del dermatologo a cui ci si è rivolti per rimuovere il tatuaggio. Tra le tecnologie disponibili, una novità è la Mixed Technology di Q-PLUS MT EVO. Questo sistema laser permette di combinare, in un’unica e simultanea emissione, due lunghezze d’onda diverse coprendo così una “tavolozza” con gradazioni e virature (ne possiamo avere di diverse, sullo stesso tatuaggio, nel corso delle varie sedute) di colore più ampia rispetto alla singola emissione e con un numero di “passaggi” ridotto. Questo va a tutto vantaggio sia del medico che del paziente. Il primo lavora con più efficienza sfruttando contemporaneamente due “principi di azione” diversi e complementari, il secondo deve “subire” meno “passaggi” del laser sulla zona da trattare, ricordiamo infatti che togliere un tatuaggio è spesso un’operazione dolorosa”. Proprio per facilitare diagnosi in caso di allergie e la successiva rimozione del tatuaggio o il tattoo-changing, il consiglio che vi diamo è di richiedere al tatuatore copia delle schede degli inchiostri iniettati nella pelle in modo da poter risalire alle sostanze utilizzate. (red)