Roma, 26 nov – “Nelle ipotesi di riduzione ricade anche la Circoscrizione Estero in cui si elegge, come noto, un numero fisso di parlamentari (18), di cui 12 alla Camera e 6 al Senato – ha detto ancora Ricci -. Le proposte di legge mirano tutte alla riduzione consistente dei componenti di Camera e Senato. Per quanto riguarda l’estero, la riduzione che si prefigura sarebbe di 1/3, 8 senatori e 4 deputati (per un totale di 12). Le motivazioni su cui si basano tali proposte sono essenzialmente la “riduzione dei costi della politica” e in seconda istanza, la ‘semplificazione’ dei lavori parlamentari. Come ha argomentato il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Onida, intervenuto all’audizione, la prima di queste ragioni sarebbe altrimenti approcciabile con la semplice riduzione degli emolumenti di deputati e senatori. Ma nelle proposte presentate non viene presa in considerazione. Mentre forse costituirebbe una soluzione che riavvicinerebbe in modo significativo i nostri rappresentanti in Parlamento alle condizioni degli altri cittadini e sconsiglierebbe alcuni dall’arrembaggio alla candidatura. Quanto alla seconda ragione, lo snellimento e semplificazione dei lavori parlamentari, essa ha a che fare con la necessità di ottimizzare e accelerare le procedure di “governance”, la stessa a cui si era affidato l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, quando propose il Referendum Costituzionale che si svolse nel dicembre del 2016 e i cui esiti sono noti. L’esigenza di ottimizzare la “governance” implicava la riduzione della funzione parlamentare a vantaggio di quella dell’esecutivo, cioè del Governo. In quel caso con la cancellazione del Senato. Gli italiani rifiutarono quella proposta”. (SEGUE)