Bruxelles, 27 nov – La Commissione Europea ha rappresentato il più ampio singolo finanziatore della ricerca oncologica in Europa, con 2.836 pubblicazioni (2,4% del totale), per circa 147 milioni di euro. La ricerca collaborativa per il cancro è stata e rimane un’alta priorità nel Programma Quadro dell’Unione Europea. “Vi sono ancora preoccupanti divergenze in Europa nella disponibilità delle terapie salvavita – spiega il prof. Cognetti -. Il tempo medio per la commercializzazione è molto breve in Germania e Regno Unito, nella media in Olanda e Svezia, ma possono esserci ritardi molto prolungati, anche superiori a un anno, in Italia, Spagna e Francia. L’accesso alle terapie invece dovrebbe essere più veloce quando il farmaco è considerato ‘altamente innovativo’, perché determina un elevato beneficio per i pazienti e, proprio per questo, dovrebbe essere reso disponibile prima della commercializzazione. Tuttavia, permangono notevoli differenze di tempo dall’approvazione dell’agenzia regolatoria europea alla decisione locale di HTA (Health Technology Assessment) nei vari Paesi, anche per i farmaci ad alto beneficio. Queste divergenze dovrebbero costituire una priorità da affrontare da parte dell’Unione. L’urgenza è correlata alla morte a breve termine causata da alcune forme di cancro. Molte vite sono tragicamente interrotte dalla burocrazia”.
“Per aiutare a ridurre le differenze di sopravvivenza e migliorare le cure oncologiche – conclude il prof. Cognetti -, tutti i Paesi europei dovrebbero perseguire la riduzione della frammentazione dei servizi di cura, promuovere centri multidisciplinari comprensivi di cure oncologiche, una migliore organizzazione e finanziamento del sistema sanitario, la promozione e il finanziamento della ricerca e l’alleanza dell’intera comunità contro il cancro. L’intensa collaborazione tra comunità scientifica, medica, tecnologica e farmaceutica è quindi indispensabile”.
(red)