Roma, 29 nov – L’International Cosmic Day si propone di avvicinare gli studenti delle scuole superiori al mondo della ricerca scientifica di frontiera. In particolare, cercheranno di svelare i misteri dell’Universo racchiusi nei raggi cosmici. Gli studenti italiani, come altri coetanei all’estero, analizzeranno i dati di un vero e proprio rivelatore di raggi cosmici, lo strumento con cui i ricercatori “vedono” la pioggia di particelle provenienti dal cosmo. Quando i raggi cosmici attraversano l’atmosfera terrestre, interagiscono con questa e vengono prodotte delle particelle secondarie, che al livello del mare sono nel numero di alcune centinaia al secondo per ogni metro quadrato di superficie. Gli studenti studieranno il flusso di queste particelle secondarie, misurandone l’intensità e cercando di capire come questa dipenda dalla direzione di provenienza. Poi, attraverso una videoconferenza, confronteranno le loro risposte con quelle ottenute da gruppi di studenti di altre università e centri di ricerca in tutto il mondo. Alla fine della giornata gli studenti saranno invitati a preparare, come in una vera collaborazione scientifica internazionale, un breve articolo in lingua inglese che riassuma i risultati ottenuti, e gli elaborati saranno tutti pubblicati online. Tra le iniziative previste quella del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento – insieme alla sezione INFN di Lecce – che opera da tempo, nel campo della fisica delle astroparticelle, con un gruppo di consolidata esperienza. Le attività si sono svolte nel corso degli anni nell’ambito di diverse collaborazioni internazionali, con gli esperimenti MACRO (presso i laboratori sotterranei del Gran Sasso), ARGO-YBJ (un osservatorio di raggi cosmici in Tibet), AUGER (costituito da una rete di rivelatori installati nella pampa argentina), DAMPE (rivelatore su satellite in orbita attorno alla Terra). Il gruppo è coinvolto in attività sia di progettazione e costruzione di rivelatori che di analisi dei dati raccolti. (red)