Parma, 5 dic – Su “Plastic and Reconstructive Surgery”, rivista di riferimento internazionale di Chirurgia plastica, è stato pubblicato uno studio su storia, evoluzione e fondamenti della chirurgia mini-invasiva per la cura dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive: una tecnica sempre più utilizzata a livello internazionale con buoni risultati. Il lavoro è frutto della collaborazione fra Edoardo Raposio, docente di Chirurgia plastica all’Università di Parma e responsabile della Struttura di Chirurgia della Cute ed annessi, mininvasiva, rigenerativa e plastica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, William Austen, Direttore della Chirurgia Plastica dell’Università di Harvard, e i suoi collaboratori. “Recenti teorie relative alla patogenesi dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive – spiega il prof Raposio – hanno ipotizzato che queste, in molti casi, possano essere correlate a un meccanismo di ipereccitabilità e infiammazione neuronale dovuto alla compressione di alcuni nervi periferici cranio-facciali da parte di strutture vascolari o muscolari circostanti, e che questi trigger points o punti scatenanti possano essere eliminati mediante un intervento chirurgico mini-invasivo”. (BIG ITALY / SEGUE)