Roma, 6 dic – Nell’ultimo decennio, il cielo gamma è stato osservato con una ricchezza di dettaglio senza precedenti dal rivelatore Fermi-LAT: queste osservazioni hanno consentito di identificare la maggior parte dell’emissione gamma prodotta da alcuni dei processi più violenti che si verificano nell’universo, rivelando una diffusa componente luminosa galattica e risolvendo, cioè riconoscendo individualmente, le classi di sorgenti più luminose responsabili di questa emissione.
Tuttavia, la parte più brillante dell’universo violento rappresenta solo la punta dell’iceberg: sorgenti molto più deboli ma allo stesso tempo molto numerose sono nascoste dentro il bagliore diffuso, proveniente da ogni direzione del cielo, prodotto proprio dalla somma delle emissioni di tutte queste sorgenti deboli. L’analisi pubblicata ora su PRL scava più in profondità in questo cielo non risolto, ossia non compreso nel suo dettaglio.
“Poiché le sorgenti all’origine del cielo gamma non risolto sono troppo deboli per essere rivelate individualmente, – spiega Michela Negro – abbiamo impiegato una sofisticata tecnica statistica di auto-correlazione che ci ha consentito di misurare la distribuzione spaziale globale delle fluttuazioni di intensità”. “I risultati ottenuti mostrano che queste fluttuazioni sono dovute a un gran numero di oggetti astrofisici puntuali, e forniscono la prima chiara evidenza della presenza di almeno due differenti popolazioni di sorgenti, che emergono a diverse energie, e la nostra analisi è stata anche in grado di determinarne l’energia di transizione, intorno ai 4 GeV”, conclude Negro.
È un po’ come guardare in una stanza buia un albero addobbato con le lucine natalizie: se guardiamo distrattamente, vedremo una luce diffusa. Se però guardiamo persistentemente, inizieremo a notare che il filo di lucine a led è più luminoso e di un bianco più intenso, mentre le vecchie lucine che continuiamo a usare da tanti anni hanno una luce un po’ fioca e giallognola. Inoltre, se continuiamo a osservare attentamente, riusciremo anche a intuire qual è la forma dell’albero su cui si trovano. (BIG ITALY / PO / SEGUE)