Roma, 6 dic – Poiché in Italia la proprietà dell’abitazione principale è ampiamente diffusa (meno di un quinto delle famiglie vive in affitto) è opportuno considerare nel calcolo del reddito disponibile anche l’affitto figurativo delle case di proprietà, in usufrutto o in uso gratuito in modo da confrontare correttamente le condizioni economiche delle famiglie di inquilini e proprietari. Nel 2016 il reddito familiare inclusivo degli affitti figurativi è stimato in media pari a 35.204 euro, con un incremento dell’1,4% in termini di potere d’acquisto, minore di quello registrato al netto di questa componente figurativa a causa della sua contrazione (-3,0% rispetto al 2015). Il reddito equivalente inclusivo di tale componente è invece cresciuto dell’1,5% in termini reali. L’andamento delle principali tipologie di reddito familiare nel corso del 2016 ne ha evidenziato una crescita piuttosto omogenea, con tassi di crescita del 2,0% per i redditi da lavoro dipendente, dell’1,7% per i redditi da lavoro autonomo e dell’1,9% per i redditi da pensioni e/o trasferimenti pubblici. I redditi da capitale sono invece diminuiti del 2,1% a causa della riduzione degli affitti figurativi. La perdita complessiva rispetto ai livelli precedenti alla crisi resta molto più ampia per i redditi da lavoro autonomo (-23,8% in termini reali rispetto al 2009) in confronto ai redditi da lavoro dipendente (-5,1%) e ai redditi da pensione e trasferimenti pubblici (-5,0%). I redditi da capitale mostrano una perdita complessiva del 16%, interamente attribuibile alla dinamica negativa degli affitti figurativi (-20,5% in termini reali dal 2009). (segue)