Roma, 7 dic – L’economia italiana, dopo una fase di progressiva decelerazione, nel terzo trimestre ha registrato un arretramento dei livelli di attività, determinato dalla marcata contrazione degli investimenti e da una lieve flessione dei consumi. E’ quanto si legge nel rapporto mensile Istat sull’andamento dell’economia. La domanda estera netta ha invece fornito un contributo positivo alla crescita del Pil. I margini di profitto delle imprese manifatturiere mostrano una flessione, dopo la stabilità rilevata nella prima metà dell’anno. L’occupazione si è mantenuta sui livelli dei mesi precedenti in presenza di una ricomposizione a favore dei dipendenti permanenti. L’aumento del tasso di disoccupazione è stato accompagnato da una riduzione degli inattivi. L’inflazione al consumo si è confermata inferiore a quella della media dell’area euro ma il vantaggio relativo si è ridotto. A novembre, l’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese hanno entrambi segnato una flessione. Il calo della fiducia dei consumatori è stato diffuso a tutte le componenti a eccezione del clima personale. La fiducia della imprese ha segnato un lieve miglioramento solo nei servizi mentre nel settore delle costruzioni ha registrato un significativo deterioramento. Per il settore manifatturiero le attese sulla produzione sono peggiorate mentre i giudizi sul livello della domanda e il saldo delle scorte di magazzino sono pressoché stabili rispetto al mese precedente. L’indicatore anticipatore si è mantenuto su livelli contenuti, mostrando tuttavia una stabilizzazione dopo le flessioni dei mesi precedenti. (SEGUE