Roma, 7 dic -Per il settore manifatturiero, i dati di contabilità nazionale relativi al terzo trimestre hanno evidenziato un aumento dei costi unitari variabili superiore a quello dei prezzi dell’output. L’andamento ha riflesso una decisa accelerazione congiunturale del costo del lavoro per unità di prodotto, nel quadro di un aumento del deflatore dell’input più moderato. I margini di profitto hanno subito conseguentemente una decisa contrazione dopo la stabilità dei due trimestri precedenti.
In novembre le aspettative degli operatori non hanno segnalato modifiche di rilievo. Le imprese che producono beni per il consumo che intendono aumentare i listini si sono mantenute solo di poco superiori a quelle che intendono ridurli; tra i consumatori è continuata a crescere la quota di coloro che prevedono incrementi più rapidi (18,2%, dal 17,0% di ottobre) controbilanciata dall’aumento di quanti si aspettano prezzi stabili o in diminuzione (55,3%, 54,1% a ottobre). La dinamica dell’economia internazionale continua a essere caratterizzata da un’elevata eterogeneità tra i paesi e dalla presenza di rischi al ribasso derivanti dall’incertezza sulle politiche commerciali e sull’andamento dei mercati finanziari. Nel terzo trimestre, l’economia dell’area euro ha mostrato un deciso rallentamento dovuto in parte alla contrazione del Pil della Germania. L’Economic Sentiment Indicator (ESI) ha mostrato una lieve flessione, confermando la tendenza dei mesi precedenti. (SEGUE)