Roma, 10 dic – Su Amazon e su numerose altre App presenti sullo store Google, ad esempio, prodotti come quelli che vendiamo noi con JustMary sono disponibili senza problemi – spiega Moretti -. Noi in buona fede chiediamo il ripristino dell’app, perché non c’è motivo per tenerla sospesa, ogni motivazione addotta è fuori luogo. Se poi Google non dovesse ripristinare il nostro software, siamo pronti a proseguire con un’azione legale e in quel caso chiederemo tutti i danni economici, che oggi abbiamo scelto di non chiedere. Crediamo altresì che questa sospensione violi palesemente le regole sulla concorrenza”. In caso di citazione in giudizio della società americana, JustMary si è detta pronta a chiedere oltre 100 mila euro di danni fra investimenti azzerati e mancati incassi. Sono diverse le contestazioni che JustMary fa a Google, anche perché l’app “è stata realizzata seguendo e rispettando in toto, i termini e condizioni e le relative specifiche tecniche”, come conferma la pubblicazione stessa del software avvenuta ad agosto. Oltre a questo, nel motivare la sospensione, la multinazionale scrive che JustMary facilita la vendita di “droghe illegali”, affermazione che per Moretti e la sua società è “grave, falsa e oltremodo lesiva dell’immagine personale dell’imprenditore e degli oltre 100 soci di Justmary”. Justmary ha appena chiuso, su un famoso portale di crowdfunding vigilato dalla Consob, un primo round di equity crowdfunding. (red)