Berna, 3 nov – Sono decine di migliaia i ragazzi italiani che frequentano corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera. Se i tagli verranno confermati due ragazzi su tre non potranno piú usufruire dell´insegnamento dell´italiano. Il 60 per cento delle risorse verrà congelato. “Voglio poter dormire di notte”, ha dichiarato Giuseppe Del Bordo, presidente di un ente gestore in Argovia, “senza dovermi preoccupare di come pagare gli stipendi degli insegnanti: sono pensionato e solo a titolo di volontariato ho accettato di diventare presidente dell´ente gestore che cura i corsi. Già adesso non mi sono stati consegnati dal ministero i fondi promessi per saldare i corsi in atto. Come sarà la situazione in futuro?” La Garavini ha seguito con grande interesse i singoli interventi ed ha apprezzato la grande mobilitazione che ha visto uniti connazionali provenienti da tutta la Svizzera. “Da parte del Governo”, ha commentato la Garavini a latere dell’iniziativa, “anche stavolta non è uscito un chiaro impegno politico a sostegno degli italiani all´estero. Il Sottosegretario con delega per gli italiani nel mondo continua a giocare allo scaricabarile e al di là di timide espressioni di disponibilità non si è assunto la responsabilità di difendere gli emendamenti che abbiamo presentato noi parlamentari dell´opposizione. Solo con una netta difesa di questi emendamenti e quindi con una presa di posizione politica forte a favore degli italiani all´estero, sarebbe possibile ripristinare gran parte dei fondi tagliati in finanziaria”.
(Sis)