Roma, 11 dic – “Nel mondo su 70milioni di sfollati più del 51% sono donne e bambini. Da sempre le donne sono la forza più importante e contemporaneamente le vittime di questa situazione. Il rischio della persecuzione l’abbiamo tutti. Il diritto alla protezione è, quindi, un diritto individuale, un’amplificazione del diritto del cittadino, valido per tutte persone su un territorio. È una sfida per noi dell’Unhcr farlo capire. Non abbiamo perciò il diritto di non dare opportunità ai rifugiati, migranti, richiedenti asilo, è un obbligo internazionale, come espresso nella Convenzione sui rifugiati del 1951 e in altri accordi sui diritti umani, come anche la Costituzione italiana che stabilisce l’accesso a questi diritti, e in questo momento rischio di essere violata”. L’ha dichiarato Felipe Camargo, Rappresentante dell’Ufficio Regionale per il Sud Europa dell’UNHCR, durante il convegno “Leaving violence. Living safe”, organizzato alla Casa internazionale delle donne di Roma, per raccontare per la prima volta il percorso avviato dai centri antiviolenza di D.i.Re per accogliere donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate sopravvissute alla violenza.
“Potrei raccontare tante storie di paura, di violenza che si ripete in diverse forme, l’importante è reagire non solo con decreti. Dobbiamo cominciare dalla base. È una sfida che, quindi, abbiamo tutti. Hanno un ruolo – ha ribadito Camargo – tutte le associazioni che lavorano con le donne, i problemi non sono nuovi, c’erano anche fuori dall’Italia. Oggi ci troviamo in un’Italia che formalizza la restrizione, perché è entrato nella società il concetto “io sono italiano, l’Italia è mia”, ci troviamo così davanti ad una società che ci sta limitando nel fare il nostro lavoro. Non si può parlare coi politici senza però capire cosa succede fuori nella società civile. Analizzando il rischio di certe politiche restrittive si capirà anche quale impatto avranno sulle nostre vite ed sui bambini fra 10 anni. La Convenzione sui rifugiati del 1951 è stata creata, ad esempio, – ha ricordato Camargo – per gli europei bianchi, che sono stati accolti senza documenti”. (PO / SEGUE)