Rimini, 12 dic – La trentottesima rilevazione trimestrale sulle tendenze del settore fieristico condotta dall’Osservatorio congiunturale di AEFI-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane per il periodo luglio-settembre 2018 mostra un quadro decisamente positivo sia rispetto al trimestre precedente che confrontato con il corrispondente periodo dell’anno scorso. L’indagine qualitativa, che ha coinvolto 28 poli fieristici italiani associati AEFI, evidenzia – attraverso i saldi positivi e negativi definiti in base alle risposte degli associati che hanno partecipato all’analisi – un andamento decisamente favorevole per tutti gli indicatori considerati: numero di manifestazioni, espositori, visitatori, superficie occupata e fatturato. I saldi positivi sono ascrivibili soprattutto alla componente nazionale. Positive anche le previsioni per l’ultimo trimestre 2018. Riprende a crescere il numero di manifestazioni. Il saldo (al netto della componente stazionaria pari al 60,73%) è decisamente positivo (+25%), in forte crescita sia rispetto al secondo trimestre di quest’anno che se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno (-8%). In crescita anche il numero degli espositori: per oltre 46% dei 28 associati che hanno partecipato all’indagine, il trimestre in esame ha segnato un aumento; circa il 36% ha registrato stazionarietà e un altro 17,85% contrazione. Il saldo – risultato della differenza tra coloro che prevedono un aumento e coloro che prevedono una diminuzione – si avvicina al +29%, in netto incremento sia rispetto al trimestre precedente, quando si attestava a +11%, che a fine settembre 2017, quando era +12%. Relativamente alla provenienza, buone le performance sia degli espositori italiani che di quelli europei che segnano entrambi un saldo positivo del +21%, seguiti dagli esteri extra UE che registrano un saldo positivo pari a +18%. Il trend di manifestazioni ed espositori si riflette anche sulla superficie occupata: la metà dei partecipanti all’analisi ha registrato un incremento. Il saldo, pari a +43%, è un segnale importante di ripresa in particolare se confrontato con fine giugno (saldo +4%) e con il dato di fine settembre 2017, quando il saldo si attestava a +8%. (SEGUE)