Roma, 18 dic – Le politiche in corso e proposte per ridurre drasticamente la possibilità dei migranti di chiedere asilo negli Stati Uniti, insieme alla riluttanza del governo nel gestire velocemente le persone ai punti di ingresso lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, hanno creato un limbo amministrativo che lascia i richiedenti asilo provenienti dal Centro America esposti a ulteriore violenza in Messico. Lo dichiara l’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) che da sei anni offre cure mediche ai migranti lungo la rotta messicana. In Messico, MSF fornisce assistenza umanitaria a persone in fuga da orribili livelli di violenza in El Salvador, Honduras e Guatemala. Molti sono sopravvissuti all’omicidio di membri della propria famiglia, rapimenti, reclutamento forzato da parte di gruppi armati, estorsione e violenza sessuale. Molti di loro temono la morte e nuove violenze se costretti a tornare a casa.
“Anche se il divieto di asilo proposto dal governo statunitense è temporaneamente sospeso, molti dei nostri pazienti centro americani ci dicono che stanno evitando di attraversare il confine” dice Sergio Martìn, capo missione di MSF in Messico. “Temono che una volta arrivati negli Stati Uniti non potranno fare richiesta di asilo, e finiranno deportati in paesi dove le loro vite sono in pericolo”. La grande maggioranza delle persone provenienti dall’America Centrale che attraversano il Messico stanno scappando da violenza, estorsioni e reclutamento forzato da parte di gang e criminalità organizzata in Honduras, El Salvador e Guatemala. Nel loro viaggio verso nord attraverso il Messico, molti sono esposti a ulteriori pericoli – assalti, estorsioni, violenza sessuale, traffico di esseri umani, rapimenti, trattamenti crudeli, disumani e degradanti, e torture da parte delle organizzazioni criminali che controllano queste rotte. (SEGUE)