Il disegno di legge anticorruzione “è un passo fondamentale. Tutti gli atti che riguardano la prevenzione della corruzione sono essenziali per un Paese che vuole realmente crescere”. Lo dice dalla Farnesina il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, mentre alla Camera riprendeva questa mattina l’esame del disegno di legge che in ambito cinquestelle viene anche definito ‘spazzacorrotti’, e che dovrebbe arrivare a compimento già oggi pomeriggio. Secondo Moavero, “la presenza della corruzione all’interno della vita delle aziende pubbliche è una triste realtà, una malattia che dobbiamo riuscire a estirpare”. E ancora: “La corruzione deturpa il mercato è la competitività delle imprese: non è solo un principio morale ma una cosa che ha un impatto economico. Ricordiamo il decennio che contribuì ad appesantire il carico del debito pubblico su cui oggi dibattiamo, che culminò nel 1992: a quegli accadimenti successe un periodo nuovo, che ancora forse non ha risolto del tutto i problemi”. Alla Farnesina, per un evento sull’anticorruzione a livello europeo, c’era anche il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, per il quale “i mercati nei quali la corruzione è assente hanno una capacità che consente alle imprese di crescere in maniera molto maggiore, pari al 25 per cento in più secondo le stime della Banca Mondiale. Serve uno sforzo da parte delle istituzioni certamente ma anche da parte delle imprese perché questo fenomeno posa essere se non eliminato quantomeno ridotto ai minimi termini”. L’Italia esce dal proprio semestre di presidenza dell’Osce, in cui l’ex ministro della Giustizia Paola Severino ha girato l’Europa in qualità di alto rappresentante per l’anticorruzione e “ho nei miei viaggi da rappresentante Osce una grande richiesta di collaborazione e confronto con l’Italia. La legge che impropriamente porta il mio nome, perché sulla parte della prevenzione si sono dedicati molto Cantone e il ministro Patroni Griffi, sottolinea come alla deterrenza va affiancata la prevenzione. Gli altri paesi ci invidiano la nostra capacità di creare istituzioni come quella dell’Anac e di farle funzionare”. Quello che serve adesso, secondo la Severino è cambiare la comunicazione sul tema: “L’anticorruzione non è un appesantimento ma qualcosa che serve al miglior funzionamento delle imprese, soprattutto i un sistema in cui la legge funziona. Dobbiamo cambiare la comunicazione, far passare la anticorruzione come un premio per le aziende che si comportano bene, con l’espulsione dal mercato di chi corrompe: il terzo livello è il passaggio culturale che porta la corruzione a esser vista come un peccato mortale”.
(Sis)