Roma, 18 dic – Secondo i dati medici delle persone curate da MSF nei ripari per migranti in Messico, il 68 per cento dei migranti che attraversano il paese ha subito qualche episodio di violenza. Un terzo delle donne è stata vittima di abusi sessuali. I dati indicano chiaramente che i migranti sono colpiti in modo mirato e subiscono tassi di violenza al di sopra della media. Questo contraddice l’idea che il Messico sia un paese sicuro per le migliaia di migranti che viaggiano verso nord anno dopo anno cercando protezione e rifugio. “Stiamo parlando di persone che hanno disperatamente bisogno di misure di protezione efficaci, come l’asilo”, dice Martin di MSF. “Molti di loro sono a rischio sia nei loro paesi d’origine che in Messico. Costringerli a restare in Messico è disumano e illegale”. Questi pericoli sono peggiorati negli ultimi mesi, poiché molti richiedenti asilo hanno paura di entrare negli Stati Uniti. Molte persone a rischio sono costrette a restare in Messico per settimane o anche mesi in condizioni precarie e in situazioni di vulnerabilità estrema. Solo a Nuevo Laredo, negli ultimi due mesi, uno ogni quattro pazienti visitati dalle équipe di salute mentale di MSF è stato vittima di un rapimento.
Per più di sei anni, MSF ha offerto assistenza medica e psicologica a migranti e rifugiati in transito attraverso il Messico, documentando la loro vulnerabilità e costante esposizione a episodi di violenza e abuso da parte di vari gruppi criminali che operano impunemente nel paese, e anche dalle autorità messicane. “È necessario che i governi coinvolti trovino una soluzione a questa crisi umanitaria nella regione”, conclude l’attivista della organizzazione che conta anche numerosi medici italiani. “Devono essere garanti livelli adeguati di protezione, assistenza e risposta umanitaria per aiutare ad alleviare la sofferenza di persone costrette a lasciare tutto, e rispondere alla violenza estrema che devono affrontare sia nei loro paesi d’origine che nel viaggio attraverso il Messico”. MSF fornisce assistenza mentale e medica sulla rotta migratoria messicana dal 2012, a migranti e rifugiati principalmente da Honduras, Guatemala, El Salvador. (red)