Roma, 18 dic – Gli indicatori dell’istruzione si mantengono inferiori alla media europea, dopo 10 anni di interrotta diminuzione è in crescita l’uscita precoce dai sistemi di istruzione (14% dei giovani 18-24 anni), il digital divide penalizza gli anziani, che hanno competenze digitali avanzate solo nel 3% dei casi, ciò comporta un’esclusione generalizzata dai vantaggi della società dell’informazione. I livelli di istruzione aumentano ad un ritmo più lento della media europea (72,2%), ma con un divario più ampio per le donne. Restano difficili le condizioni del Sud: in Sicilia la disoccupazione raggiunge il 40, 8%, un valore dieci volte superiore rispetto a quello della provincia di Bolzano. Anche il benessere economico è inferiore alla media europea del 1,7%, ed, in particolare, alle media dell’area Euro del 7%. Il reddito pro capite delle famiglie ammonta a 21.804 PPA (Parità del Potere d’Acquisto) tornando ai livelli del 2010-2011. Si registra una lieve flessione della quota di persone a rischio povertà con il 20,3%, mentre è in peggioramento nel 2017 l’incidenza di povertà assoluta, che si basa sulla spesa per consumi, riguardando il 6,9% delle famiglie e l’8,4% degli individui. Si riscontra, confermato pure nell’ultimo anno, anche un progressivo impoverimento delle relazioni sociali in tutte le ripartizioni geografiche. Con un nuovo minimo nel 2017 per quello che riguarda la partecipazione politica, con il 59,4%, peggiora anche la quota di popolazione che dichiara di avere amici e parenti su cui contare con l’80,4%, la diminuzione in particolare si concentra nel Mezzogiorno. Se diminuisce la fiducia dei cittadini nel Parlamento e nei partiti politici, aumenta in positivo quella verso le istituzioni di vigilanza e soccorso, come le Forze dell’ordine ed i Vigili del fuoco. In miglioramento i tempi di giustizia civile, con una riduzione della durata media dei procedimenti stabiliti nei tribunali ordinari, permane però una variabilità territoriale molto accentuata. Calano gli omicidi (0,6 per 100mila abitanti) e migliora leggermente la percezione della sicurezza. Bisogna però dare attenzione alle violenze di genere: l’80,5% delle donne è vittima di una persona che conosce, nel 2017 più di 49mila donne si sono rivolte a un centro antiviolenza.
(SEGUE)