Roma, 18 dic – “L’Italia ha bisogno di una sua articolata proiezione internazionale, soprattutto con le difficoltà che sta vivendo, come dell’aria che si respira. Gli italiani all’estero sono in questo senso uno strumento addizionale, un valore in più di cui pochi Paesi possono godere con tanta certezza ed estensione – continuano Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro -. Tra la regressione di questa riforma costituzionale, la chiusura totale rispetto alle proposte migliorative in bilancio per le politiche degli italiani all’estero, le misure punitive verso la stampa in italiano all’estero e le maggiori difficoltà ad ottenere la cittadinanza per matrimonio che dopo il Decreto Sicurezza peserà sulle famiglie miste, si va componendo un puzzle preoccupante e grave. È tempo che tutti quelli che sono preoccupati per le prospettive involutive che nel giro di pochi mesi si sono addensate facciano sentire la loro voce, in autonomia ma con forza, perché si stanno mettendo in discussione presidi che appartengono alla storia migliore dell’emigrazione italiana nel mondo, di ieri e di oggi”. (Red)