Roma, 20 dic – Conte rivela che il negoziato fallisse “all’inizio lo temevo, quando ho capito che tutti i membri della Commissione erano per l’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia. Poi, nel corso della trattativa ci sono stati momenti in cui c’erano aperture, e poi rigide chiusure del fronte del rigore. Martedì si è sbloccata la situazione. Mi sono reso conto che per togliere dal tavolo l’eventualità della procedura di infrazione dovevo parlare col capofila del fronte del rigore”, “non abbiamo mai pensato a una manovra-schiaffo, a una ribellione antieuropea. Non avevamo argomenti pregiudiziali per dimostrare qualcosa. Il nostro è un approccio pragmatico: avevamo solo da rispettare gli impegni presi con gli elettori”. Inoltre rivela: “Ho chiamato Dombrovskis, ho detto che condividevo le sue preoccupazioni, e sono riuscito a spiegare le ragioni per le quali la terza economia dell’eurozona non poteva essere sottoposta a quella procedura: anche l’Ue rischiava di entrare in una spirale dalle implicazioni pericolose. E l’ho convinto”. (red)