Roma, 21 dic – L’Italia – insieme a Germania e Gran Bretagna – è nel gruppo di testa degli Stati membri UE che hanno concretamente dato seguito agli adempimenti della cosiddetta Direttiva Nis, lo strumento dell’Unione che ha definito le misure necessarie a conseguire un più elevato livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi in Europa. Come richiesto dal provvedimento, le Autorità competenti italiane – si legge in una nota diramata dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) della Presidenza del Consiglio dei Ministri – hanno tempestivamente identificato gli Operatori di servizi essenziali (OSE) per ciascuno dei settori previsti dalla Direttiva (energia, trasporti, bancario, infrastrutture dei mercati finanziari, sanitario, fornitura e distribuzione di acqua potabile e infrastrutture digitali): si tratta di un totale di 465 realtà, tra pubbliche e private. Parallelamente, ci si è attivati anche sulle misure che gli OSE dovranno adottare per la gestione dei rischi e sulle modalità con cui valutarne la compliance: un aspetto, quello di adeguamento alle norme, che fa davvero fare un salto di qualità alla cultura della sicurezza cibernetica. I prossimi step prevedono che entro il 31 gennaio le Autorità competenti comunichino alle organizzazioni identificate di essere state inquadrate quale “OSE nazionale”. Il processo di identificazione avrà carattere periodico e sarà ripetuto quando necessario e comunque ogni due anni, in modo da fotografare in maniera autentica l’emergere di eventuali nuove realtà OSE e far sì che tale identificazione individui correttamente i “gangli vitali” del Paese. (SEGUE)