Venezia, 24 dic – La mostra “Che un vento di follia totale mi sollevi” è allestita negli spazi espositivi della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia fino al 14 gennaio. Un prezioso omaggio a Osvaldo Licini (1894 – 1958), personaggio chiave della scena artistica italiana della prima metà del XX secolo. Undici sale e novantotto opere ripercorrono la vicenda artistica di Licini, dirompente quanto tormentata, dal 1913 al 1958, anno in cui fu insignito del Gran Premio per la pittura alla XXIX Biennale di Venezia, e della sua prematura scomparsa. Dalla prima fase figurativa degli anni ’20 si passa all’astrattismo degli anni ’30 fino ad approdare ai quei misteriosi personaggi sognanti, l’Olandese volante, l’Amalassunta e l’Angelo ribelle degli anni ’40 / ’50. Prorogata inoltre fino al 14 gennaio la mostra “1948: la Biennale di Peggy Guggenheim”, nell’anno del 70mo anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim alla XXIV Biennale di Venezia. Oltre a fotografie, lettere, documenti, in parte inediti, a sorprendere il visitatore è un fedelissimo modello tridimensionale che per la prima volta ricostruisce minuziosamente gli spazi e l’allestimento originario del ’48, seguito dall’eminente architetto veneziano Carlo Scarpa. (red)