Milano, 26 dic – I tre clinici vincitori del bando “Evolving Oncology 2018: casi clinici nella gestione del paziente con tumore metastatico del colon retto” sono Antonella Marino (Oncologia Medica & Breast Unit Ospedale “A. Perrino” di Brindisi), Carlo Signorelli (Oncologia ASL di Viterbo) e Valeria Smiroldo (Istituto Clinico Humanitas di Rozzano).
Il premio assegnato ai vincitori è l’invito al Congresso “Gastrointestinal Cancers Symposium ASCO GI”, che si svolgerà a San Francisco (USA) dal 17 al 19 gennaio 2019.
Accanto alle armi tradizionali come la chemioterapia, sono disponibili farmaci anti-VEGF (inibitori della formazione di nuovi vasi sanguigni) e anti-EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico). La nuova frontiera della medicina di precisione consiste nell’applicare specifiche informazioni sulla genetica, sul profilo molecolare e sulle caratteristiche delle cellule tumorali alla pratica clinica. I biomarcatori sono uno dei pilastri dell’oncologia di precisione e indicano un’alterazione molecolare specifica del tumore che ha un significato prognostico o predittivo. “Un esempio di biomarcatore predittivo negativo è rappresentato dalle mutazioni dei geni KRAS e NRAS nel carcinoma del colon-retto metastatico – sottolinea il prof. Zaniboni -. È stato cioè dimostrato un vantaggio in sopravvivenza nei pazienti trattati con anticorpi monoclonali anti-EGFR che non presentano mutazione di questi geni. Inoltre, nel trattamento della malattia metastatica, vi sono farmaci orali di seconda generazione come regorafenib, inibitore multichinasico che ha evidenziato un’attività antineoplastica. È indicato per la terza linea di trattamento, cioè in pazienti precedentemente trattati oppure non candidabili alla cura con le terapie disponibili”. “Alla base della selezione del paziente in relazione a caratteristiche molecolari del tumore da cui è affetto – spiega il prof. Scartozzi -, vi è il potenziale beneficio clinico maggiore e per un tempo più lungo, rispetto al trattamento con la classica chemioterapia. Si passa, così, dall’approccio classico che prevede la categorizzazione della neoplasia sulla base dell’organo da cui prende origine e del tipo istologico, a una classificazione basata sul profilo genetico o molecolare”. (BIG ITALY / SEGUE)