Roma, 10 nov – Marco Fedi, parlamentare del Partito Democratico eletto nella circoscrizione estero, in questi giorni impegnato con la discussione in aula della Finanziaria 2009, ha inviato un contributo scritto all’incontro sul tema del brain drain tenutosi a Houston, negli USA, lo scorso fine settimana. “Le differenti stime ci parlano di un brain drain consistente ma non superiore alla media europea, se teniamo conto dei laureati in generale (sono circa 300.000 i laureati italiani all’estero) – ha detto Fedi nel contributo citando i dati italiani – Tuttavia, il campanello d’allarme scatta osservando che una frazione ampia è costituita da coloro che si occupano di discipline scientifiche e tecnologiche: tenendo conto del fatto che già di per sé l’Italia “sforna” meno laureati in questi settori, questa fuga specifica è un serio problema. Come lo è un’inadeguata capacità attrattiva di migrazione qualificata, a fronte della perdita di capitale umano”. Il parlamentare del Pd ha ribadito quindi che “la presenza di ricercatori italiani nel mondo costituisce un vero e autentico patrimonio di intelligenze e professionalità. Non assumerlo in modo unitario, non valorizzarlo, non investire in questo patrimonio – continua Fedi – sarebbe un errore strategico prima che politico. Un errore destinato a pesare sulla estensione e sulla qualità delle prospettive di internazionalizzazione dell’Italia”. Al contrario, il deputato eletto all’estero propone alcune iniziative per trasformare questo fenomeno “da fattore di perdita a opportunità”.
(SEGUE)