Roma, 10 nov – “Tanto per citare solo qualche tema attuale in totale dissonanza con una delle note dominanti della campagna elettorale, ed ora si spera anche di un’imminente azione politica, di Obama nella realtà americana, in Italia, dove si replicano svariate istanze sociali d’oltreoceano, si aggrava, al ritmo di decreti legge e relativi immancabili voti di fiducia in Parlamento, l’accanimento contro le minoranze, gli immigrati, i diversi, i più poveri e diseredati”. Così il senatore del Pd Nino Randazzo, rientrato a Roma dopo aver partecipato alla missione della delegazione parlamentare italiana dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) col gruppo di osservatori internazionali invitati negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali del 4 novembre, in un paragone tra le politiche ‘promesse’ dal neopresidente Usa Barack Obama e quelle italiane. “Dopo il tentativo di epurare gli emigrati nostrani con i selvaggi tagli del bilancio per gli italiani all’estero – ha spiegato Randazzo – ora lo sforzo di emarginare ed epurare dal Paese, o almeno paralizzare con la limitazione dei diritti civili, i diversi di lingua, costumi, colore, razza, religione. Una discriminazione istituzionale elevata a sistema. In un’Italia che ipocritamente continua a definirsi “solidale e cristiana” si difende e si diffonde una guerra alle minoranze”.
(SEGUE)