Palermo, 27 dic – Una delle cose che ha colpito Giovanni Cangialosi è stata la tecnologia avanzatissima, ma anche la civiltà nel condividere spazi comuni. “Ci si ferma agli stop – commenta sorridendo -. C’ è un rispetto delle regole che dalle nostre parti non è comune. Ma è pur vero che lì si corre molto rispetto a quanto siamo abituati in Sicilia. Per prendere un caffè insieme bisogna prendere l’agenda e fissare l’appuntamento. Da noi c’è l’effetto immediato, Ma è anche vero che dopo un viaggio negli Stati Uniti sembra che in Sicilia qualsiasi cosa venga portata avanti con effetto moviola. Ci sono luoghi caratteristici. Sono stato in piccoli centri che ricordano i paesi degli anni Trenta”. “Un viaggio partito dal Canada – racconta Cangialosi – che mi ha permesso di incontrare gli emigrati siciliani che oggi vivono stabilmente nel nuovo continente. C’è la seconda e terza generazione che della Sicilia ha ereditato i racconti e la lingua. E sono molto legati a tutto questo. C’è un legame con i paesi d’origine. L’ aria sicula è qualcosa di cui non si può fare a meno. Per certi versi sono più attaccati alla tradizione di quanto non lo siano molti siciliani che non hanno lasciato la propria terra. Ci sono le riunioni familiari con delle grandi feste, mentre da noi i parenti sembrano essersi estinti come… i dinosauri”. (BIG ITALY / Red)