Roma, 27 dic – In Italia nel 2017 il settore editoriale è composto da 1.459 operatori attivi, tra le case editrici in senso stretto, gli enti, pubblici e privati, laici e religiosi, i centri studio, le associazioni, le società di persone e le ditte individuali, le società di capitali, nonché le aziende a vocazione tipografica, che svolgono attività di produzione editoriale, anche se come attività secondaria e in modo non continuativo. È quanto si legge nel rapporto Istat “Produzione e lettura di libri in Italia”, riferito all’anno 2017. A livello europeo, i dati più recenti sul settore del “book publishing” diffusi da Eurostat, riferiti al 2015 e basati su una definizione più stringente di editore di natura imprenditoriale, vedono l’Italia lontana dal primato francese di quasi 4mila imprese ma, con circa 2mila unità, in linea con Germania, Olanda, Polonia, Regno Unito e Svezia (Figura 2). Sulla base degli stessi dati, Regno Unito (12,8) e Germania (12,0) presentano una dimensione media delle imprese dell’editoria di libri decisamente più consistente non solo rispetto all’Italia (4,7 addetti) ma anche alla Francia (3,8). (SEGUE)