New York, 11 nov – S’intitola “Tra la via Emilia e il West” la mostra fotografica curata da Paolo Simonazzi inaugurata ieri presso la Casa degli italiani Zerilli-Marimò a New York, nella quale è documentata la pacifica penetrazione dell’iconografia americana nel paesaggio culturale e architettonico dell’Emilia Romagna. Attraverso una serie di fotografie realizzate nell’arco di un decennio, Simonazzi illustra quella che può definirsi una stranezza socio-politica, vale a dire l’assorbimento, da parte di una Regione tradizionalmente orientata a sinistra, dove un tempo era forte la presenza del partito comunista, di valori e miti del West americano. Molte delle immagini esposte comunicano un’atmosfera granulosa, aspra, consumata, non dissimile, almeno in apparenza, da quella che s’incontra sulla mitica “Route 66”. Stazioni di servizio, posti di ristoro sulla strada con insegne al neon, motociclette americane e sagre paesane diventano qui protagoniste di una sorta di epica che il cantautore Francesco Guccini aveva così sintetizzato nel titolo di un suo celebre album: “Dalla via Emilia al West”. Accompagnato dalla musica di Bruce Springsteen e di Elvis Presley, e dal rombare inconfondibile della Harley, il mito del West si è cristallizzato ovunque nel mondo assurgendo a leggenda. Le inquadrature, così come sono tagliate, sono talmente americane che sembrano direttamente importate dall’America. (SEGUE)