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FOCUS / ECONOMIA CIRCOLARE, A CHE PUNTO SIAMO IN ITALIA? (3)

it@withub.it by it@withub.it
28 Dicembre 2018
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Roma, 28 dic – Antonello Ciotti, presidente Corepla, sottolinea: “Occorre trovare tutti gli usi possibili per migliorare il flusso circolare della plastica riciclata. Sul tema, Corepla e il tessuto industriale italiano del riciclo, sono fortemente impegnati per creare un sistema strategico in una doppia direzione: sia per sviluppare politiche economico sociali, nuove imprese per nuova occupazione e ricerca, e sia per incrementare politiche ambientali utili al Paese. Oltre al trasferimento tecnologico d’eccellenza e all’investimento in innovazione che il settore sta già operando, sarebbe utile un maggior utilizzo di materiali riciclati da parte delle Amministrazioni pubbliche per una più vasta economia circolare”. “Il blocco alle importazioni di carta da macero imposto dalla Cina pone di fronte nuove sfide. Trovandosi in una situazione di eccedenza, i Comuni italiani, soprattutto del Nord, hanno scelto di riattivare le convenzioni con Comieco che nel 2019 si farà carico di gestire oltre 500 mila tonnellate di carta in più rispetto all’anno precedente. Il consorzio dunque conferma il suo ruolo sussidiario per le amministrazioni locali e di garante del recupero e del riciclo di carta e cartone. In questo settore l’Italia occupa il primo posto in Europa riciclando oltre l’80% degli imballaggi cellulosici, una quantità pari a 10 tonnellate di macero al minuto”, ha affermato Amelio Cecchini, presidente di Comieco. La ricerca di Ambiente Italia mostra come nel corso del tempo siano progressivamente cresciuti sia i recuperi “open loop”, cioè in altri cicli produttivi (ad esempio vetro nell’industria ceramica o altri materiali nell’industria edile), che i ricicli all’interno dello stesso ciclo produttivo. Parliamo di reimpieghi sostitutivi della materia prima nel medesimo ciclo produttivo (ad esempio carta e vetro), o di reimpieghi in cicli produttivi dedicati (siderurgia a forno elettrico per il rottame d’acciaio), e ancora di impieghi che per almeno una parte del prodotto determinano un downgrading qualitativo (tipicamente per polimeri plastici). In Italia l’impiego di materie seconde è fondamentale per molti settori manifatturieri e in particolare per alcuni settori strategici, come la produzione siderurgica e metallurgica. Ad esempio, tutto l’alluminio prodotto nel nostro Paese, oltre 900mila tonnellate nel 2017, proviene dal riciclo: il 100%. “Il sistema italiano di recupero dell’alluminio conferma la propria leadership a livello europeo. Non solo i per risultati ottenuti – L’Italia è prima in Europa per quantità di alluminio riciclato prodotto – ma anche per essere oggi, tra tutti gli schemi europei di recupero del packaging in alluminio, quello in grado di conseguire questi importanti obiettivi ai più bassi costi possibili, per l’intera collettività. Costi sempre più assorbiti dal valore intrinseco del materiale e dalla sua capacità di produrre benefici economici per tutti. Un risultato possibile quindi grazie alle eccezionali caratteristiche e performance del materiale, riciclabile facilmente, al 100% e all’infinito” come ricordato da Carmine Rea, presidente di CIAL, Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio. “L’acciaio proviene dalla produzione di minerale ferroso o rottame e vive sotto forma di vari prodotti che vivono un lungo ciclo prima di tornare allo stadio di rottame, per essere nuovamente fuso e risorgere come materia prima. Questo è un ciclo infinito reso possibile dalla natura stessa dell’acciaio: Materiale permanente che si ricicla all’infinito”, ha dichiarato poi nel suo intervento Domenico Rinaldini, Presidente del Consorzio Ricrea, Consorzio Nazionale per il Riciclo degli Imballaggi in Acciaio. (SEGUE)

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