Roma, 2 gen – “La fatturazione elettronica, se implementata correttamente, potrebbe essere un elemento di semplificazione burocratica, anche se costoso per le imprese”, spiega Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti. “È infatti probabile che la stangata sia più esosa di quanto stimato, visto che bisogna considerare i costi di gestione ed utilizzo dei sistemi di fatturazione: è irrealistico pensare che ogni piccolo imprenditore faccia da sé. Perché la novità sia veramente un vantaggio per le imprese, è urgente cancellare gli adempimenti resi obsoleti dall’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica. Con l’e-fattura, l’amministrazione finanziaria ha l’immediata disponibilità dei dati relativi a tutte le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Proprio in ragione di questo, ci sono una serie di adempimenti ‘antifrode’ divenuti ormai superflui e che vanno cancellati: a partire dallo ‘split payment’, passando per i regimi Iva di ‘reverse charge’ applicati su alcune cessioni di beni e prestazioni di servizi legati al rischio evasione e per l’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA. Solamente in seguito all’abrogazione di tali adempimenti, la fatturazione elettronica potrà rappresentare un’opportunità di semplificazione per le imprese”.
(red)