Roma, 12 nov – Hanno risposto in molti all’invito del sottosegretario generale del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) Elio Carozza per discutere dell’oneroso taglio dettato dalla Finanziaria 2009 sulle risorse destinate ai nostri connazionali nel mondo, attraverso l’incontro-dibattito dal titolo “Italiani all’estero. Memoria o Futuro?”, tenutosi stamani presso la Sede Unione delle Associazioni regionali in Roma (Unar). Il motto unanime dei partecipanti all’incontro, dai parlamentari eletti all’estero ai rappresentanti dell’Associazionismo, è “sensibilizzare il governo e l’opinione pubblica da subito, affinché i tagli di questa Finanziaria non smantellino tutto il sistema ‘italiani all’estero’”. Lo stesso Carozza suggerisce di “ritornare sulla strada delle riforme per combattere il diktat ordinato dal ministero dell’Economia che sembra essersi accanito sul mondo dell’emigrazione per risanare il debito pubblico operando tagli pari al 66% rispetto alla Finanziaria 2008”. “C’è grande disagio e tristezza – continua Carozza – perché tiene banco un disinteresse inquietante che non tiene conto delle pesanti conseguenze a cui andiamo in contro. L’assistenza agli anziani e la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero sono i settori maggiormente in pericolo e i 34 milioni di euro rimasti non bastano per la gestione del sistema, fondamentale nel collegamento con le nostre comunità. Dobbiamo mobilitarci in fretta – conclude il sottosegretario generale –, anche per non rendere superflua l’imminente Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani nel mondo, in programma il 10 dicembre a Roma”. Il primo intervento al dibattito è stato quello di Norberto Lombardi, consigliere di nomina governativa del Cgie, il quale ha proposto di cominciare una vera e propria “resistenza popolare in modo tale da cambiare, in un piccolo lasso di tempo, le decisioni deleterie che interessano il comparto dell’emigrazione italiana. Bisognerebbe suggerire al governo la creazione di un fondo esterno alla finanziaria capace di riorganizzare il campo”. (SEGUE)