Roma, 8 gen – Parte la nuova governance dell’Ice. Il consiglio di amministrazione dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione ha nominato presidente Carlo Maria Ferro. Lo stesso Ferro e Stefano Corti erano stati nominati membri del cda dal consiglio dei ministri dello scorso 28 novembre. Nella stessa seduta, il consiglio di ministri aveva nominato anche Roberto Luongo direttore generale. “Ferro, che subentra a Michele Scannavini, ha lasciato nei giorni scorsi la carica di presidente della STMicroelectronics Italia. L’ex presidente Scannavini si era dimesso a fine settembre, in assenza di un’esplicita fiducia del nuovo governo. Un mese dopo erano arrivate anche le dimissioni del direttore generale Piergiorgio Borgogelli – si legge sul Sole 24 Ore -. L’esecutivo pentastellato punta in tutta evidenza alla discontinuità nella gestione del made in Italy e il neopresidente dovrà subito collaborare con i ministeri competenti per l’attuazione del nuovo Piano straordinario, rifinanziato nella legge di bilancio con 90 milioni per il 2019 e 20 milioni per il 2020. Il rallentamento dell’export impone scelte rapide. ‘Arrivo al vertice dell’Ice in un momento di piccola erosione del saldo commerciale, ora lavoreremo per rilanciare sia le esportazioni sia l’attrazione degli investimenti esteri’ dice Ferro. Alcune idee, anche se saranno declinate operativamente solo nelle prossime settimane, sono già sul tavolo. ‘Con il direttore generale Luongo (36 anni di esperienza all’Ice, ndr) abbineremo continuità e idee nuove’. Il piano punterà in modo particolare sulle piccole e micro imprese, anche con progetti di filiera che le mettano in relazione con quelle più strutturate e già internazionalizzate. ‘Svilupperemo sinergie tra i piccoli artigiani, i coltivatori, le medie e le grandi imprese. Massima attenzione all’economia digitale e al ruolo dei capitali esteri per accelerare l’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro’. Sarà, in linea con le indicazioni politiche del ministro M5S Luigi Di Maio (Sviluppo economico) e del ministro leghista Gian Marco Centinaio (Agricoltura), un programma con spiccata attenzione al made in Italy agroalimentare e ai coltivatori, base elettorale importante di entrambe le forze politiche, oltre che alle micro imprese. Tra le priorità, vengono indicate anche ulteriori iniziative per la crescita dell’export online attraverso accordi con marketplace ed e-tailer, a partire dai mercati degli Usa e della Cina. Poi il dossier Mezzogiorno, ‘che esprime appena l’11% di export nazionale» osserva Ferro, ‘una quota troppo piccola’. Il neopresidente, che debutta oggi nel ruolo ufficiale al Pitti di Firenze, dovrebbe incontrare nelle prossime settimane le principali associazioni imprenditoriali”. (red)