Trento, 8 gen – Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, la mostra “Immagini latenti 1919-1920”, visitabile fino al 27 gennaio, espone – nella suggestiva ambientazione della Tridentum romana – quaranta stampe fotografiche, selezione degli oltre 200 negativi originali realizzati da Ettore Dal Rì tra il 1919 e il 1920, nel suo viaggio dal Trentino all’estremo oriente. L’esposizione è curata da Giusi Campisi e Layla Betti per Tiring House con l’appoggio della Fondazione Museo Storico del Trentino e di Fondazione Caritro e la collaborazione dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali provinciale e degli eredi Dal Rì che hanno messo a disposizione l’archivio di famiglia. La mostra si aprirà domani con una conferenza dal titolo “L’archivio della famiglia Dal Rì. Storie di irredentismo trentino” in cui si affronterà il tema del valore degli archivi familiari per ricostruire il viaggio di Ettore e arricchirlo dei brani della grande storia. All’incontro interverranno Quinto Antonelli, Anna Pisetti, Annalisa Pellino e Emanuela Pandini. Quando le vicende personali si intrecciano con la grande storia, allora il racconto si fa più affascinante. E’ il caso di quanto accaduto ad Ettore Dal Rì, giovane trentino arruolato nell’esercito austro-ungarico di stanza in Galizia, che, 18nne in un anno duro come il 1915, decide di disertare. Inizia così la sua avventura: Ettore si consegna ai russi, viene trasferito in Siberia e quindi in estremo oriente. Una storia come tante, che sarebbe andata perduta se non fosse che Ettore aveva con sé taccuini per prendere appunti e, soprattutto, una macchina fotografica. (red)