Bologna, 14 nov – Una vicenda unica nella storia dell’emigrazione italiana. E’ stata quella ricostruita oggi dai protagonisti e dai loro parenti nella cappella Farnese di palazzo d’Accursio a Bologna, durante il convegno “Bologna-Ushuaia, una emigrazione italiana 1948-1949”. L’iniziativa, organizzata dalla Consulta regionale degli emiliano-romagnoli nel mondo, dal Comune di Bologna e dalla F.I.L.E.F., con il contributo della Provincia, della Fondazione del Monte, della Cooperativa edificatrice Ansaloni e BAT, aveva l’obiettivo di ricostruire un episodio importante della nostra emigrazione e degli eventi del dopoguerra a Bologna,oltre a rendere omaggio ai protagonisti di questa vicenda. I partecipanti hanno infatti potuto condividere le emozioni, l’orgoglio per aver realizzato un’impresa speciale, la nostalgia dei luoghi lontani, attraverso le testimonianze delle persone (e dei loro parenti) che nel 1948 partirono per raggiungere Ushuaia, con la spedizione organizzata dall’imprenditore bolognese Carlo Borsari, che sulla base di un contratto con il Governo argentino,reclutò personale specializzato per la costruzione della città capitale della Terra del Fuoco. Sono passati sessant’anni dall’arrivo ad Ushuaia nell’estrema punta sud Argentina, nell’autunno del 1948, della prima imbarcazione, dal nome “Genova”, che trasportava 650 italiani, in buona parte bolognesi e i materiali per costruire la città. Si è trattato di un evento unico, che ebbe per protagoniste in totale circa 1200 persone, considerando anche i ricongiungimenti familiari. Molti rimasero oltre i due anni dei lavori, altri si spostarono in città più grandi e più ospitali come Buenos Aires, molti poi tornarono ma tutti di quell’esperienza conservano ancora un ricordo positivo.
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