Roma, 10 gen – Se nel libro viene indicata la diagnosi, spetta a maggioranza ed esecutivo l’onere della cura. “Siamo al governo da 6 mesi: il primo atto, quello più importante, è stato quello di non ridurre il fondo sanitario nazionale, lo abbiamo incrementato di un miliardo e lo incrementeremo ulteriormente nei prossimi anni per un totale di 4 miliardi” spiega Sileri, aggiungendo che “nel futuro bisognerà pensare al personale – medici, infermieri, Oss – non c’è servizio sanitario senza il personale. L’altra cosa è pensare non solo agli ospedali – che devono essere aperti e rivitalizzati – ma soprattutto al territorio. Per far questo però serve il personale: contratti, valorizzazione ed evitare la fuga dal sistema sanitario nazionale” le priorità indicate da Sileri. Secondo il presidente della Commissione igiene e sanità del Senato bisogna inoltre “rivedere i Lea, è inutile averne tantissimi sulla carta per poi non avere i soldi per portarli avanti. È meglio averne qualcuno in meno ma che siano davvero garantiti”. Altri interventi chiave sono inoltre quelli “sull’edilizia sanitaria, spesso fatiscente, sulla tecnologia senza la quale un ospedale non può andare avanti e sulla spesa farmaceutica e i dispositivi medici”. Quanto al regionalismo differenziato, infine, Sileri si dice “scettico sulla mancanza di comunicazione tra le regioni e il governo centrale. La sanità è sanità, non ha un colore politico, non torneremo indietro di 200 anni dividendo l’Italia in Granducati”. (Roc)
