Roma, 11 gen – Il problema dei rifiuti riempie le cronache dei giornali italiani, in particolar modo quello legato alla complicata situazione della Capitale dove da anni ha rappresentato il campo di battaglia di diverse amministrazioni, di sinistra come di destra, dove dar prova di familismi e irregolarità, il tutto all’insegna del nascondi il problema e “tira a campa’”. Inizia così un lungo articolo dedicato ai rifiuti, in Italia e Germania, del Deutsch-Italia, un giornale online, diretto non solo ai lettori italiani ma anche ai tedeschi, non limitato alle informazioni dalla capitale, ma con articoli e interviste dalle altre città tedesche, da Monaco a Amburgo, da Francoforte, capitale finanziaria del continente, a Stoccarda e Colonia. In Italia gli inceneritori sono 41, per lo più piccoli e di vecchia generazione e certamente non sono sufficienti a smaltire tutto l’accumulo d’immondizia. Pertanto si arriva anche a spedirla all’estero, Austria e Germania in testa. La Repubblica federale accoglie non solo i nostri, ma anche quelli provenienti dalla Gran Bretagna, dove un’eco tassa di circa 120 sterline a tonnellata di rifiuti che vanno in discarica ha reso perfino più conveniente spedirli Oltremanica. Secondo l’ultimo rapporto dell’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) in Germania nel 2016 (ultimo dato disponibile) venivano smaltiti in discarica 9 chili di rifiuti urbani per abitante, contro i 123 dell’Italia. Come che sia, il fatto che più colpisce è che solo una parte infima dei rifiuti tedeschi finiscono in discarica, mentre da noi questa quantità è ancora prossima al 30 per cento (sempre dati ISPRA su dati Eurostat). (Red)