Roma, 17 nov – La preoccupazione generale per le conseguenze, sulle comunità degli italiani residenti all’estero, dei tagli di bilancio previsti dalla Finanziaria 2009 in discussione in questi giorni, è condivisa anche dal mondo dei patronati. Escludendo i trasferimenti alle organizzazioni internazionali – si legge nella nota dell’Inas Cisl – si passa da 60 milioni di euro disponibili per il 2008 (già di molto inferiori ai 78 milioni previsti in Bilancio), ai 31,5 milioni previsti per il 2009. Tanto più che, secondo quanto si apprende, a essere pesantemente decurtato nel bilancio del Ministero degli Affari esteri sarà, tra gli altri, il capitolo destinato all’assistenza diretta, attraverso cui si aiutano anche i connazionali anziani in difficoltà. “Le conseguenze per persone già socialmente ed economicamente deboli, spesso residenti in paesi nei quali i sistemi di sicurezza sociale e di previdenza non funzionano al meglio e non sono in grado di offrire adeguate garanzie, rischiano di essere devastanti” osserva Antonino Sorgi, presidente dell’Inas Cisl. “E questo è solo l’aspetto più eclatante, ma in realtà in gioco c’è l’insieme di un rapporto tra le ‘due Italie’, un rapporto con mille sfaccettature di cui mai come negli anni recenti, si va affermando la necessità economica, culturale e umana. Oltre agli anziani c’è da pensare ai giovani, ai nuovi migranti, alle terze e quarte generazioni. La decurtazione drastica e senza contrappesi delle risorse finanziarie, indispensabili per portare avanti qualsiasi politica in modo efficace, oltre a procurare danni diretti a coloro che magari non si vedranno più erogare un sostegno o un servizio, rischia di essere vissuta come una lacerazione che peserebbe sul futuro dei rapporti tra queste ‘Italie’ e il nostro paese. C’è da prendere una decisione seria rispetto ai connazionali nel mondo e misurarsi sulla effettiva volontà di riservare uno spazio adeguato alle politiche che li riguardano. Per questo ci auguriamo, se non dovessero esserci margini di modifica alle decisioni prese in questo senso nella Finanziaria 2009, che si crei una sinergia tra tutti i soggetti politici e sociali veramente interessati al benessere degli italiani all’estero, e che nasca un dibattito vero, capace di coinvolgere e sensibilizzare anche la maggioranza politica e il Governo, in modo da arrivare a dei provvedimenti concreti con cui finanziare politiche adeguate. In questo senso, come patronati, siamo disponibili a fare la nostra parte nell’attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari, come prevede la legge 152/01 e di rimetterci al tavolo per individuare forme e modalità di una convenzione con il Ministero degli Affari esteri, spesso annunciata ma mai realizzata. Come parte del mondo sindacale – conclude Sorgi – sentiamo fortemente questi temi, e metteremo in campo tutto il nostro impegno affinché si possa arrivare ad una soluzione nel senso della solidarietà, del mutuo riconoscimento, della partecipazione e dell’investimento riguardanti le comunità dei connazionali nel mondo.”
(Sis)