Roma, 11 gen – Trivelle sì o trivelle no? È uno dei temi che agitano le acque all’interno della maggioranza gialloverde. “Ci tengo all’ambiente, voglio che i miei due figli crescano in un Paese sano e pulito ma la tutela dell’ambiente va accompagnata alla tutela dello sviluppo, della crescita, dell’industria, dell’impresa, del commercio: sulle trivelle ho votato anche io al referendum per non trivellare e scavare vicino alle spiagge e alle coste ma non si può neanche fermare un intero Paese privandolo dell’energia, costa carissimo l’energia agli italiani e agli imprenditori italiani. Non si può dire sempre e solo no”: lo afferma in una diretta Facebook il ministro dell’interno Matteo Salvini. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, puntualizza invece sempre sul social network: “Ci siamo impegnati a portare l’Italia nell’economia del futuro, fuori da carbone e fonti fossili inquinanti. C’è scritto nero su bianco nel contratto di governo. Il mio dovere da ministro dello Sviluppo economico è questo: creare più posti di lavoro, tutelando la salute delle persone e riprendendoci la nostra sovranità di Stato. Lo stop alle trivellazioni petrolifere permette all’Italia di non svendere più i nostri territori e i nostri mari alle multinazionali e di creare più lavoro con le rinnovabili. Io ci credo!”. (SEGUE)