Senza ‘quota 96’, ma con la fiducia del Senato: il governo incassa l’ok sul decreto che riordina la pubblica amministrazione, che riguarda pensionamenti d’ufficio, modifica della disciplina del trattenimento in servizio, flessibilità del turn over, mobilità obbligatoria del personale, divieto di consulenze onerose, trattamenti pensionistici anticipati per i giornalisti, limiti ai compensi nelle società controllate e partecipate, razionalizzazione delle Authority e incompatibilità per i dirigenti, agenda per la semplificazione, Autorità anticorruzione, unità speciale per Expo 2015, soppressione di sedi distaccate dei TAR, processo telematico, contenzioso pendente per le opere pubbliche. Lo fa ottenendo 160 voti favorevoli e 106, dopo che sul provvedimento, in scadenza il 23 agosto e in attesa ancora di un passaggio alla Camera, il governo Renzi aveva nuovamente posto la questione di fiducia. Già da ieri, però, erano divampate le polemiche per la portata del dl, ridimensionata in commissione dall’approvazione di quattro emendamenti soppressivi, presentati dal Governo, che hanno eliminato la norma sul pensionamento di 4000 docenti della scuola (la cosiddetta ‘quota 96’ per l’appunto), la norma che cancellava le penalizzazioni della riforma Fornero per i lavoratori con 62 anni d’età e 42 anni di anzianità contributiva, la norma sul pensionamento d’ufficio a 68 anni dei professori universitari, la norma per le vittime di terrorismo. (Sis – 5 ago)