Roma, 14 gen – Cesare Battisti è nel carcere di Massama, vicino a Oristano. La sua latitanza, durata oltre 37 anni, è finita con l’arresto di ieri in Bolivia e l’arrivo in Italia nella mattinata odierna, all’aeroporto di Ciampino, dove ad “attenderlo” c’erano il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il guardasigilli Alfonso Bonafede. Battisti ora sconterà l’ergastolo perché, queste le parole di Salvini durante la conferenza stampa sulle piste dello scalo romano, “chi sbaglia paga. Il clima è cambiato, l’Italia è un paese sovrano, libero, rispettato e rispettabile. Dopo 37 anni, viene assicurato alla giustizia un delinquente e vigliacco, che non ha mai chiesto scusa: non è un punto di arrivo ma di partenza”. Un impegno ribadito nella successiva conferenza tenuta a Palazzo Chigi insieme anche al premier Giuseppe Conte: “Stiamo lavorando – aggiunge Salvini – su altre decine di terroristi che non stanno scontando la pena in un carcere italiano, su alcuni di questi abbiamo già riscontri positivi. Contiamo che Battisti non sia il solo e l’ultimo che sconti la sua pena in Italia”. L’ex Pac sconterà dunque l’ergastolo in Italia senza poter chiedere benefici penitenziari e rimarrà in isolamento, anche durante il giorno, per i prossimi sei mesi. “Spero che nessuno abbia alcunché da ridire su questa cattura, il mio pensiero va a famigliari delle vittime” ha detto sempre Salvini, che ha poi ringraziato pubblicamente il Brasile, il presidente Bolsonaro e le forze dell’ordine del paese sudamericano per il lavoro svolto e per la collaborazione. (SEGUE)