Roma, 18 nov – “Sono molto deluso perché la maggioranza parlamentare di centrodestra, ancorché per pochi voti, ha respinto il mio emendamento (sulle legge finanziaria, ndr) volto ad estendere l’esenzione ICI anche ai residenti all’estero, sebbene il Parlamento ha poi approvato un mio ordine del giorno sull’Ici che posso preconizzare non avrà alcun effetto concreto. Nel mese di dicembre quindi migliaia di italiani residenti all’estero e proprietari di unità immobiliari in Italia, a differenza dei loro connazionali i quali risiedono in Italia e che sono esentati, dovranno pagare l’imposta comunale sugli immobili (a meno che il comune dove l’immobile è locato non abbia approvato un regolamento che preveda esplicitamente l’estensione dell’esenzione dall’Ici anche ai cittadini italiani residenti all’estero)”. Gino Bucchino, deputato del Pd eletto nella circoscrizione estera, esprime il proprio disappunto per il ‘no’ ricevuto all’emendamento sull’esenzione Ici per gli italiani residenti all’estero. “Si tratta di un grave e ingiustificabile accanimento del Governo Berlusconi – spiega Bucchino – che aveva già duramente penalizzato le nostre collettività all’estero con una drammatica riduzione del sostegno e dell’impegno dello Stato a favore del mondo dell’emigrazione. E’ sinceramente incomprensibile, anche dal punto di vista politico e non solo da quello umano, il motivo per cui al fine di risparmiare una modesta cifra il Governo ha deciso di escludere i residenti all’estero dall’esenzione fiscale. Il risultato è che gli italiani all’estero saranno gli unici cittadini italiani che non usufruiranno dell’esenzione dal pagamento dell’Ici, senza nemmeno poter usufruire (e questa è una beffa) della ulteriore detrazione fino a duecento euro prevista dalla legge finanziaria per il 2008”. Magra consolazione, secondo Bucchino, rappresenta invece “l’accoglimento da parte del Governo del mio ordine del giorno che aveva chiesto di valutare l’opportunità di estendere con un provvedimento legislativo l’esenzione dall’Ici anche alle unità immobiliari possedute in Italia da cittadini italiani residenti all’estero e già equiparate ad abitazione principale in virtù del comma 4-ter dell’articolo 1 del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75 a condizione che non risultino locate. Ho seri dubbi che questo Governo vorrà onorare questo impegno visto che ha già respinto il mio emendamento. Da parte mia – conclude il deputato italo-canadese – posso semplicemente garantire agli italiani nel mondo che continuerò ad impegnarmi, come ho fatto finora in tutti i modi, per tentare di modificare questa legge ingiusta”.
(Sis)