Oggi “sarà un giorno importante: approveremo le misure più qualificanti dal punto di vista politico e sociale della nostra attività di governo”. In una intervista a La Stampa il premier Giuseppe Conte conferma il via libera di oggi al decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. Ed in particolare, su quest’ultimo, esclude la possibilità di illeciti: “Questa riforma contiene contromisure adeguate. E in fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura”, “abbiamo predisposto strumenti di controllo in modo da poter incrociare le banche dati e di permettere all’Inps e alla Guardia di Finanza di fare tutte le verifiche sulle dichiarazioni Isee. Sono fiducioso che le misure saranno efficaci per contrastare gli abusi”, “abbiamo previsto il carcere fino a 6 anni per chi fornisce dati falsi o continua a lavorare in nero. Mi sembra una pena sufficiente a scoraggiare qualsiasi furbetto”. Conferma poi l’erogazione dei primi sussidi ad aprile: “Stiamo lavorando proprio per questo. E’ chiaro che è una road map con tempi molto stringenti e un percorso serrato, ma abbiamo già iniziato a lavorare per l’attuazione del provvedimento e farci trovare pronti”. Sui rischi di una entrata dell’Italia in recessione e della necessità di una manovra correttiva Conte rassicura: “Prima delle contromisure vengono le misure. Anche quelle a cui sto lavorando, come il decreto sulla cabina di regia InvestItalia e quello sulla struttura tecnica per rafforzare la capacità progettuale della pubblica amministrazione. Lavoreremo anche ai tagli di spesa. La congiuntura internazionale non è favorevole certo – il rallentamento non riguarda solo Francia, Germania o Italia, ma si registra anche in Cina – e valuteremo l’impatto che avrà. Ma è prematuro fasciarci la testa, parlare adesso di manovre correttive. Ora dobbiamo spingere sugli investimenti che avranno un effetto positivo sulla crescita. Faremo ripartire il Paese”. Il premier ha anche parlato della Tav: “Adesso abbiamo la bozza dell’analisi costi-benefici, a questa si accompagnerà anche una valutazione legale per completare gli elementi a nostra disposizione. Poi renderemo accessibili a tutti questi risultati. La valutazione politica deve essere complessiva, dovendo ricondurre in unità gli esiti di queste valutazioni tecniche, economiche, sociali, legali”, ““un compromesso, un progetto alternativo, in questo momento non è sul tavolo. Stiamo completando l’analisi costi-benefici sul progetto esistente. Se nel frattempo dovesse emergere un’alternativa progettuale, purché concreta e spendibile, potrà essere oggetto di una ulteriore e distinta valutazione”. (17 gen – red)