Venezia, 19 nov – Si tratta di interventi suddivisi per aree: inserimento scolastico, insegnamento della lingua italiana, promozione di interventi educativi rivolti ai minori, aggiornamento degli insegnanti e degli operatori della scuola, informazione, inserimento delle donne immigrate, valorizzazione dei mediatori culturali e promozione del dialogo tra le culture. “Tali metodologie e strumenti per l’integrazione – ha precisato De Bona – sono stati individuati sulla base di dati emersi dal monitoraggio tra i partner coinvolti e dalle attività di assistenza tecnica. Infatti è stato evidenziato che le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado risultano essere gli organismi maggiormente coinvolti nella realizzazione del programma. Significativa è poi risultata la partecipazione attiva delle associazioni e delle cooperative sociali. Da incentivare maggiormente invece sono i comuni più piccoli e le associazioni di stranieri iscritte al registro regionale”.
(Sis)