Roma, 17 gen – “Nel Decreto Sicurezza, da lei fermamente voluto e da noi altrettanto fermamente osteggiato, compaiono norme che non limitano i loro effetti al bersaglio prevalente delle disposizioni in esso contenute – gli stranieri presenti nel nostro Paese -, ma coinvolgono anche altre persone che poco hanno a che fare con questa sua scelta ossessiva”. E’ quanto si legge in una lettera aperta di Francesca La Marca e Angela Schirò, deputate del Pd elette all’estero, indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Le deputate dem, facendo riferimento all’articolo 14 del dl sicurezza (“La concessione della cittadinanza italiana (nel nostro caso al coniuge che la richiede per matrimonio) è subordinata al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue”), affermano: “Sappiamo bene che questa disposizione, richiedente una conoscenza elevata della lingua italiana, si aggiunge a tutte quelle che vogliono rendere la vita difficile agli stranieri che intendono integrarsi nel nostro Paese fino a diventarne cittadini, tanto più se in esso vi sono i propri affetti familiari, ma pur di raggiungere questo obiettivo lei passa disinvoltamente sulla condizione di decine di migliaia di famiglie e di coppie “miste” che vivono anche all’estero. Vi sono tante unioni, infatti, costituite da un/a italiano/a sposato/a con uno/a straniero/a che vorrebbero condividere anche la cittadinanza, oltre ai figli e a tante altre cose che sorreggono il loro rapporto. La richiesta del possesso di un livello elevato di conoscenza della lingua italiana come condizione dell’ottenimento della cittadinanza, alla quale si aggiunge il raddoppio dei tempi di attesa della definizione della pratica, costituisce obiettivamente una remora e un freno per questa legittima aspirazione”. (PO / SEGUE)