Roma, 18 gen – “Un ministro della Repubblica non va ad accogliere all’aeroporto un latitante finalmente assicurato alla giustizia italiana. Non lo fa nemmeno quando si tratti di un soggetto evaso, come Cesare Battisti, fuggiasco da 37 anni, dopo che plurime sentenze definitive dei giudici italiani ne hanno stabilito la colpevolezza per crimini efferati commessi in nome dell’ideologia terroristica di quegli anni, in cui si consumò una battaglia devastante contro lo Stato”. È il commento di Angelo Perrone su “La Voce di New York”, giornale online in lingua italiana e inglese punto di riferimento culturale per chi è alla ricerca di un’informazione di approfondimento, commentando la presenza di Matteo Salvini a Ciampino per l’arrivo di Cesare Battisti. “Non lo fa neppure – prosegue il commento di Perrone – se la latitanza scandalosa di questo criminale si è protratta per così lungo tempo, grazie alla complicità di altri delinquenti, di Stati che lo hanno protetto in modo indegno, soprattutto di pseudo intellettuali che hanno perpetrato sistematicamente il travisamento della verità, dipingendo il Battisti, un caso di tragica omonimia con un vero martire della libertà, come un ribelle, vittima della tirannia vendicativa dello Stato italiano, un pover’uomo meritevole di protezione e di salvaguardia, a dispetto del dolore delle vittime innocenti, e del senso di equità in questo paese, dove le condanne pronunciate dai giudici semplicemente si eseguono, e il colpevole va in galera”. (Red)