Roma, 20 nov – “Invece di occuparsi del ritardo nella maggioranza nel riprendere la discussione sulle riforme, alcuni preferiscono attaccare i parlamentari eletti all’estero per il loro costo”. Così il deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi dopo la proposta di una diversa articolazione dei lavori di Montecitorio fatta oggi dal presidente Fini. “Ricordo, tra l’altro, che il costo degli eletti all’estero non è aggiuntivo poiché i 18 sono stati sottratti al numero complessivo dei parlamentari previsto dalla Costituzione – ricorda Fedi – Sulla questione risultati, poi, ne stiamo ascoltando delle belle. Sentiamo le più astruse considerazioni su ministro, vice ministro o sottosegretario, come se fossimo ancora agli inizi, come se questo Governo non avesse già scelto in proposito, come se non avesse già provveduto a fare tagli per 50 milioni di euro su scuola, cultura e democrazia. Si, per la prima volta questo Governo intende tagliare anche sulla democrazia! Con un Ministro, quello degli Esteri, ed un sottosegretario, anche lui agli Esteri”. Fedi ricorda che “gli emendamenti bocciati dalla maggioranza a Montecitorio riguardavano temi importanti per gli italiani nel mondo: ICI, detrazioni fiscali per carichi di famiglia, capitoli di bilancio per gli italiani all’estero, assegno sociale. Sono stati bocciati dalla maggioranza, con la forza dei numeri. Poi ciascuno guardi in casa propria. Noi del Pd abbiamo fatto il nostro dovere. Perché non dirlo?” Perché non ricordare che durante i 18 mesi del Governo Prodi avevamo ottenuto non solo maggiori risorse per i capitoli del Ministero degli affari esteri ma anche l’estensione delle detrazioni per carichi di famiglia e dell’ulteriore detrazione ICI ai residenti all’estero?”.
(Sis)